Policy IA per aziende: modello gratuito
Una policy sull’IA stabilisce quali strumenti di IA i dipendenti possono usare e per quali scopi. Potete copiare il modello qui sotto senza registrazione o scaricarlo come file Word.
Le aziende hanno bisogno di una policy sull’IA?
Una policy sull’IA non è obbligatoria, ma aiuta per tre obblighi che si applicano davvero: le misure sull’alfabetizzazione IA ai sensi dell’art. 4, la divulgazione dei deep fake e di determinati testi generati dall’IA ai sensi dell’art. 50, paragrafo 4, e la protezione dei dati ai sensi del GDPR non appena dati personali finiscono in strumenti di IA. Quali misure richieda l’art. 4 lo spiega la pagina Obbligo di alfabetizzazione IA ai sensi dell’art. 4.
Cosa deve contenere una policy sull’IA?
Il modello ha dieci sezioni e un allegato con l’elenco degli strumenti autorizzati. Il testo è lo stesso del file Word:
Policy IA di [azienda]
1. Scopo e ambito di applicazione
La presente policy disciplina l’uso dei sistemi di IA presso [azienda]. Si applica a tutti i dipendenti, nonché ai freelance e ai fornitori di servizi che utilizzano sistemi di IA per nostro conto. L’obiettivo è un uso dell’IA sicuro, conforme alla legge e tracciabile.
2. Strumenti di IA autorizzati
A fini professionali si utilizzano solo gli strumenti di IA dell’allegato 1. I dipendenti richiedono i nuovi strumenti a [persona responsabile]. Gli account di IA privati non vengono usati per compiti professionali.
3. Usi vietati
Non sono consentite le applicazioni di IA vietate dall’art. 5 dell’EU AI Act, ad esempio inferire le emozioni sul luogo di lavoro o le tecniche manipolative, né qualsiasi uso che violi le leggi o la presente policy.
4. Dati riservati e personali
I dati personali, i segreti commerciali e i dati riservati dei clienti vengono inseriti solo negli strumenti di IA autorizzati a tal fine nell’allegato 1. Per tali strumenti esistono i contratti necessari, ad esempio un contratto di trattamento dei dati ai sensi dell’art. 28 GDPR. In caso di dubbio, i dipendenti si rivolgono a [responsabile della protezione dei dati].
5. Diritto d’autore e diritti di terzi
I risultati degli strumenti di IA possono violare diritti di terzi. Testi, immagini e codice provenienti da strumenti di IA vengono verificati in tal senso prima della pubblicazione o della trasmissione. I contenuti di terzi vengono inseriti solo se siamo autorizzati a utilizzarli a tale scopo.
6. Verifica da parte di persone
I risultati dell’IA possono essere errati, obsoleti o distorti. Chi utilizza un risultato dell’IA lo verifica prima e resta responsabile del risultato. Le decisioni sulle persone non vengono prese da un sistema di IA da solo.
7. Marcatura
Le immagini e i contenuti audio e video generati o manipolati dall’IA che assomigliano a persone, luoghi o eventi reali (deep fake) vengono da noi resi noti come generati artificialmente (art. 50, paragrafo 4, EU AI Act). Lo stesso vale per i testi generati dall’IA che pubblichiamo allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico, quando nessuna persona li ha sottoposti a revisione editoriale né ne risponde. I chatbot che dialogano con i clienti si dichiarano come IA.
8. Uso in ambiti ad alto rischio
Prima di utilizzare l’IA in ambiti dell’allegato III dell’EU AI Act, ad esempio nella selezione del personale, nella valutazione delle prestazioni dei dipendenti o nella verifica dell’affidabilità creditizia, viene coinvolto [persona responsabile]. Per tali sistemi, dal 2 dicembre 2027 si applicano obblighi particolari per i deployer (art. 26 EU AI Act).
9. Alfabetizzazione in materia di IA
Tutte le persone che utilizzano sistemi di IA per nostro conto partecipano a misure sull’alfabetizzazione in materia di IA prima di impiegare gli strumenti e le aggiornano in caso di nuovi strumenti o ruoli (art. 4 EU AI Act). [Persona responsabile] registra chi ha partecipato a quale misura e quando.
10. Responsabilità, segnalazioni e verifica
Il referente per la presente policy è [persona responsabile]. I dipendenti segnalano senza indugio errori, violazioni dei dati o risultati anomali dell’IA a [canale di segnalazione]. Verifichiamo la policy almeno una volta l’anno e in caso di modifiche sostanziali. Aggiornamento: [data].
Allegato 1: Strumenti di IA autorizzati: Strumento · Scopo · Dati consentiti · Contratto (ad es. accordo sul trattamento dei dati) · Responsabile
Come si usa il modello?
- Rilevate quali strumenti di IA sono già utilizzati in azienda e inserite quelli autorizzati nell’allegato 1.
- Adattate le sezioni, in particolare responsabilità, canale di segnalazione e dati consentiti.
- Concordate la policy con la protezione dei dati e, se presente, con la rappresentanza dei lavoratori.
- Informate tutte le persone coinvolte e abbinate la policy a una formazione sull’EU AI Act, perché le regole siano anche comprese.
Chi cura la policy in azienda non deve essere necessariamente un responsabile IA nominato appositamente. Maggiori informazioni nella pagina Responsabile IA: obbligatorio o facoltativo?
Domande frequenti sulla policy IA
Una policy sull’IA è obbligatoria?
No, l’EU AI Act non prescrive una policy sull’IA. È una delle possibili misure per promuovere l’alfabetizzazione IA ai sensi dell’art. 4 e rende comprensibili a tutti le regole su protezione dei dati e marcatura.
Posso usare liberamente il modello?
Sì. Potete usare il modello gratuitamente e senza registrazione, adattarlo e distribuirlo nella vostra azienda. Non sostituisce la consulenza legale; verificate i contenuti per il vostro uso concreto.
Chi deve approvare la policy sull’IA?
Dipende dall’azienda. Dove esiste una rappresentanza dei lavoratori, il diritto nazionale le riconosce spesso diritti di informazione o di codeterminazione sui dispositivi tecnici in grado di controllare comportamento o prestazioni; coinvolgetela per tempo. La policy viene messa in vigore dalla direzione.
Scarica il modello (Word) Scarica il modello (PDF) Forma il tuo team
Nota: questo modello è a scopo informativo e non costituisce consulenza legale.